{"id":5298,"date":"2025-10-07T11:44:29","date_gmt":"2025-10-07T09:44:29","guid":{"rendered":"https:\/\/federnat.it\/?p=5298"},"modified":"2025-10-08T12:01:34","modified_gmt":"2025-10-08T10:01:34","slug":"napoli-incorona-vittorio-bosia-un-federnat-da-ricordare-con-dauphin-joyeuse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/federnat.it\/?p=5298","title":{"rendered":"Napoli incorona Vittorio Bosia: un Federnat da incorniciare con Dauphin Joyeuse"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019ippodromo di Agnano, in una serata intrisa di emozione e passione, <strong>Vittorio Bosia<\/strong> ha scritto un\u2019altra pagina importante della sua storia sportiva, conquistando il suo <strong>secondo Gran Premio Federnat \u2013 Memorial Cesare Meli<\/strong> con <strong>Dauphin Joyeuse<\/strong>, dopo quello ottenuto nel 2022 a Firenze con il compianto <strong>Showmar<\/strong>.<br>Una vittoria nata da sensibilit\u00e0, esperienza e pazienza: tre qualit\u00e0 che, nel mondo dei gentlemen, fanno la differenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La posizione in batteria non gli aveva sorriso: il numero 9, chiuso alla corda della seconda fila, prometteva una corsa complicata. Ma Bosia, come sempre, ha gestito la situazione con freddezza.<br>Ha saputo attendere, senza forzare. Non serviva strafare, bastava trovare il momento giusto per entrare in finale. E cos\u00ec \u00e8 stato: con un\u2019ottima progressione si \u00e8 classificato secondo, arrivando in piena spinta dietro Day of Glory. Il pass per entrare nei magnifici dodici era assicurato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gentleman lombardo racconta come l\u2019ultimo piazzamento, quando fu battuto da Evita Smorgon proprio sul traguardo, gli sia servito da lezione. \u201cDauphin \u00e8 un cavallo che quando rimane senza qualcuno accanto tende a distrarsi. Quella sconfitta mi ha insegnato a non sprecare niente, a tenerlo sempre concentrato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In finale, con un nastro poco affollato, Vittorio decide di rischiare: parte deciso e va davanti. Resta \u201caria in faccia\u201d per buona parte del percorso, ma senza mai chiedere troppo.<br>\u201cL\u2019ho accompagnato, senza pressioni. All\u2019ingresso dell\u2019ultima curva ho tolto i tappi e lui ha cambiato marcia. \u00c8 partito via, come se avesse aspettato solo quel momento.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dau-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5299\" style=\"width:593px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dau-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dau-300x225.jpg 300w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dau-768x576.jpg 768w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dau-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dau.jpg 1965w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul traguardo, <strong>Dauphin Joyeuse<\/strong> allunga sicuro e se ne va. Una vittoria pulita, costruita con testa e mestiere. \u201cHa avuto lo stesso cambio di marcia che aveva Showmar,\u201d commenta Bosia con un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era inevitabile che, in quel momento, il pensiero corresse proprio a lui, a <strong>Showmar<\/strong>, il cavallo che nel 2022 gli aveva regalato il primo Federnat.<br>\u201c\u00c8 stato il mio compagno pi\u00f9 fedele. Con lui \u00e8 iniziato tutto. Mi ha regalato momenti bellissimi e grazie a lui ho potuto costruire tutto il resto. Quando ci penso mi viene una stretta al cuore: Showmar mi ha dato tanto, e mi ha permesso di mantenere in attivit\u00e0 anche cavalli meno dotati. Gli sar\u00f2 sempre grato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poche ore prima della corsa, quasi un segno del destino: \u201cGennaro Riccio mi ha mostrato la foto di suo fratello Inoxmar, che correr\u00e0 oggi a Napoli. \u00c8 identico a lui. L\u2019ho preso come un segnale.\u201d<br>Quando ha passato il palo d\u2019arrivo, il pensiero \u00e8 volato a Firenze, a quella prima volta: \u201cHo avuto la sensazione che Showmar fosse con noi. Queste sono emozioni che non si dimenticano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019amore per i cavalli, per Vittorio, \u00e8 una passione che nasce da lontano ma non \u00e8 stato immediato. Da bambino, confessa, ne aveva quasi timore.<br>\u201cMio padre li allevava amatorialmente e correva a Broni. Io invece avevo paura, soprattutto quando mi portava nei viottoli di campagna con quei cavalli un po\u2019 irrequieti. Cos\u00ec mi sono avvicinato all\u2019equitazione, e per trent\u2019anni ho montato, prima di tornare al trotto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ritorno arriva nel 2012, quando ottiene la licenza gentleman e inizia il sodalizio con <strong>Andrea Guzzinati<\/strong>, suo trainer e amico di fiducia: \u201cDa allora \u00e8 il mio punto fermo. Mi ha insegnato tanto, dentro e fuori la pista. E non \u00e8 facile nel nostro ambiente mantenere una collaborazione cos\u00ec solida per tanti anni.\u201d Forse \u00e8 proprio questo valore dei rapporti sinceri, costruiti nel tempo, che rende speciali certe vittorie. Come questa di Napoli, dove tra le emozioni pi\u00f9 belle c\u2019\u00e8 stato anche il sorriso di Tersilla, la figlia di Vittorio, arrivata apposta per \u201cfare il cavallo\u201d: \u201c\u00c8 venuta solo per me, e poi \u00e8 dovuta ripartire subito per tornare a lavorare in ospedale. Averla l\u00ec mi ha dato una spinta in pi\u00f9.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dauter-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5300\" style=\"width:551px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dauter-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dauter-300x225.jpg 300w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dauter-768x576.jpg 768w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dauter-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dauter.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi i ringraziamenti, sentiti e spontanei: \u201cEra la mia prima volta sull\u2019anello di Agnano. Una pista bellissima, curve perfette, accoglienza splendida. Ringrazio Mario Minopoli, che ha ospitato Dauphin il giorno prima dell\u2019isolamento. Tutto \u00e8 andato alla perfezione.\u201d<br>Parole semplici, ma cariche di gratitudine. Perch\u00e9 certe vittorie non si vincono solo in pista, ma anche fuori, grazie a chi contribuisce con passione e rispetto.<br>\u201cQueste giornate \u2013 spiega \u2013 ti danno l\u2019energia giusta per continuare a investire. Chi ama davvero questo sport ci mette anima e sacrificio, e quando arrivano emozioni cos\u00ec, tutto acquista un senso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E proprio perch\u00e9 l\u2019amore per il trotto \u00e8 fatto anche di valori, Bosia si lascia andare a una riflessione sincera: \u201cMi \u00e8 dispiaciuto molto per quanto accaduto nella prima batteria, dove due colleghi sono stati deferiti. Sono ragazzi giovani, e la pista a volte tira fuori il peggio di noi, ma deve finire l\u00ec. Dobbiamo fare il massimo per rendere l\u2019ambiente degno del nome che portiamo e rappresentiamo: quello dei gentlemen.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parole che racchiudono l\u2019essenza di questa categoria: correre per passione, rispettare i cavalli, gli avversari e se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo Napoli, per Vittorio \u00e8 tempo di tornare al suo quartier generale a Pavia, dalle sue fattrici e dai suoi puledrini, che considera parte della famiglia.<br>\u201cMi aspettano a casa, e mi danno la forza per continuare. Ogni giorno impari qualcosa, e ogni cavallo ti restituisce ci\u00f2 che gli dai.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5301\" style=\"width:562px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia-300x300.jpg 300w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia-150x150.jpg 150w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia-768x768.jpg 768w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia-650x650.jpg 650w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia-1300x1300.jpg 1300w, https:\/\/federnat.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosia.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E adesso, tra un sorriso e l\u2019altro, si prepara al prossimo traguardo:<br>\u201cAspetto che l\u2019amico <strong>Graziano Reggiani<\/strong>, che ha corso anche lui il Federnat con <strong>Chemar<\/strong>, il fratellino di Showmar, organizzi la cena per festeggiare come si deve. Lui \u00e8 arrivato quinto in batteria, ma la festa sar\u00e0 per tutti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec si chiude un\u2019edizione del <strong>Gran Premio Federnat \u2013 Memorial Cesare Meli<\/strong> che ha unito tecnica e sentimento, sport e umanit\u00e0.<br>Perch\u00e9 quando un cavallo e il suo driver si capiscono fino a diventare un tutt\u2019uno, non serve aggiungere altro: la pista parla da s\u00e9.<br>E a Napoli, l\u2019ha fatto con la voce di <strong>Vittorio Bosia e del suo Dauphin Joyeuse<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crediti fotografici Ippodromi Partenopei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019ippodromo di Agnano, in una serata intrisa di emozione e passione, Vittorio Bosia ha scritto un\u2019altra pagina importante della sua storia sportiva, conquistando il suo secondo Gran Premio Federnat \u2013 Memorial Cesare Meli con Dauphin Joyeuse, dopo quello ottenuto nel 2022 a Firenze con il compianto Showmar.Una vittoria nata da sensibilit\u00e0, esperienza e pazienza: tre qualit\u00e0 che, nel mondo dei gentlemen, fanno la differenza. La posizione in batteria non gli aveva sorriso: il numero 9, chiuso alla corda della seconda fila, prometteva una corsa complicata. Ma Bosia, come sempre, ha gestito la situazione con freddezza.Ha saputo attendere, senza forzare. Non serviva strafare, bastava trovare il momento giusto per entrare in finale. E cos\u00ec \u00e8 stato: con un\u2019ottima progressione si \u00e8 classificato secondo, arrivando in piena spinta dietro Day of Glory. Il pass per entrare nei magnifici dodici era assicurato. Il gentleman lombardo racconta come l\u2019ultimo piazzamento, quando fu battuto da Evita Smorgon proprio sul traguardo, gli sia servito da lezione. \u201cDauphin \u00e8 un cavallo che quando rimane senza qualcuno accanto tende a distrarsi. Quella sconfitta mi ha insegnato a non sprecare niente, a tenerlo sempre concentrato.\u201d In finale, con un nastro poco affollato, Vittorio decide di rischiare: parte deciso e va davanti. Resta \u201caria in faccia\u201d per buona parte del percorso, ma senza mai chiedere troppo.\u201cL\u2019ho accompagnato, senza pressioni. All\u2019ingresso dell\u2019ultima curva ho tolto i tappi e lui ha cambiato marcia. \u00c8 partito via, come se avesse aspettato solo quel momento.\u201d Sul traguardo, Dauphin Joyeuse allunga sicuro e se ne va. Una vittoria pulita, costruita con testa e mestiere. \u201cHa avuto lo stesso cambio di marcia che aveva Showmar,\u201d commenta Bosia con un sorriso. Era inevitabile che, in quel momento, il pensiero corresse proprio a lui, a Showmar, il cavallo che nel 2022 gli aveva regalato il primo Federnat.\u201c\u00c8 stato il mio compagno pi\u00f9 fedele. Con lui \u00e8 iniziato tutto. Mi ha regalato momenti bellissimi e grazie a lui ho potuto costruire tutto il resto. Quando ci penso mi viene una stretta al cuore: Showmar mi ha dato tanto, e mi ha permesso di mantenere in attivit\u00e0 anche cavalli meno dotati. Gli sar\u00f2 sempre grato.\u201d Poche ore prima della corsa, quasi un segno del destino: \u201cGennaro Riccio mi ha mostrato la foto di suo fratello Inoxmar, che correr\u00e0 oggi a Napoli. \u00c8 identico a lui. L\u2019ho preso come un segnale.\u201dQuando ha passato il palo d\u2019arrivo, il pensiero \u00e8 volato a Firenze, a quella prima volta: \u201cHo avuto la sensazione che Showmar fosse con noi. Queste sono emozioni che non si dimenticano.\u201d L\u2019amore per i cavalli, per Vittorio, \u00e8 una passione che nasce da lontano ma non \u00e8 stato immediato. Da bambino, confessa, ne aveva quasi timore.\u201cMio padre li allevava amatorialmente e correva a Broni. Io invece avevo paura, soprattutto quando mi portava nei viottoli di campagna con quei cavalli un po\u2019 irrequieti. Cos\u00ec mi sono avvicinato all\u2019equitazione, e per trent\u2019anni ho montato, prima di tornare al trotto.\u201d Il ritorno arriva nel 2012, quando ottiene la licenza gentleman e inizia il sodalizio con Andrea Guzzinati, suo trainer e amico di fiducia: \u201cDa allora \u00e8 il mio punto fermo. Mi ha insegnato tanto, dentro e fuori la pista. E non \u00e8 facile nel nostro ambiente mantenere una collaborazione cos\u00ec solida per tanti anni.\u201d Forse \u00e8 proprio questo valore dei rapporti sinceri, costruiti nel tempo, che rende speciali certe vittorie. Come questa di Napoli, dove tra le emozioni pi\u00f9 belle c\u2019\u00e8 stato anche il sorriso di Tersilla, la figlia di Vittorio, arrivata apposta per \u201cfare il cavallo\u201d: \u201c\u00c8 venuta solo per me, e poi \u00e8 dovuta ripartire subito per tornare a lavorare in ospedale. Averla l\u00ec mi ha dato una spinta in pi\u00f9.\u201d Poi i ringraziamenti, sentiti e spontanei: \u201cEra la mia prima volta sull\u2019anello di Agnano. Una pista bellissima, curve perfette, accoglienza splendida. Ringrazio Mario Minopoli, che ha ospitato Dauphin il giorno prima dell\u2019isolamento. Tutto \u00e8 andato alla perfezione.\u201dParole semplici, ma cariche di gratitudine. Perch\u00e9 certe vittorie non si vincono solo in pista, ma anche fuori, grazie a chi contribuisce con passione e rispetto.\u201cQueste giornate \u2013 spiega \u2013 ti danno l\u2019energia giusta per continuare a investire. Chi ama davvero questo sport ci mette anima e sacrificio, e quando arrivano emozioni cos\u00ec, tutto acquista un senso.\u201d E proprio perch\u00e9 l\u2019amore per il trotto \u00e8 fatto anche di valori, Bosia si lascia andare a una riflessione sincera: \u201cMi \u00e8 dispiaciuto molto per quanto accaduto nella prima batteria, dove due colleghi sono stati deferiti. Sono ragazzi giovani, e la pista a volte tira fuori il peggio di noi, ma deve finire l\u00ec. Dobbiamo fare il massimo per rendere l\u2019ambiente degno del nome che portiamo e rappresentiamo: quello dei gentlemen.\u201d Parole che racchiudono l\u2019essenza di questa categoria: correre per passione, rispettare i cavalli, gli avversari e se stessi. Dopo Napoli, per Vittorio \u00e8 tempo di tornare al suo quartier generale a Pavia, dalle sue fattrici e dai suoi puledrini, che considera parte della famiglia.\u201cMi aspettano a casa, e mi danno la forza per continuare. Ogni giorno impari qualcosa, e ogni cavallo ti restituisce ci\u00f2 che gli dai.\u201d E adesso, tra un sorriso e l\u2019altro, si prepara al prossimo traguardo:\u201cAspetto che l\u2019amico Graziano Reggiani, che ha corso anche lui il Federnat con Chemar, il fratellino di Showmar, organizzi la cena per festeggiare come si deve. Lui \u00e8 arrivato quinto in batteria, ma la festa sar\u00e0 per tutti.\u201d Cos\u00ec si chiude un\u2019edizione del Gran Premio Federnat \u2013 Memorial Cesare Meli che ha unito tecnica e sentimento, sport e umanit\u00e0.Perch\u00e9 quando un cavallo e il suo driver si capiscono fino a diventare un tutt\u2019uno, non serve aggiungere altro: la pista parla da s\u00e9.E a Napoli, l\u2019ha fatto con la voce di Vittorio Bosia e del suo Dauphin Joyeuse. 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La posizione in batteria non gli aveva sorriso: il numero 9, chiuso alla corda della seconda fila, prometteva una corsa complicata. Ma Bosia, come sempre, ha gestito la situazione con freddezza.Ha saputo attendere, senza forzare. Non serviva strafare, bastava trovare il momento giusto per entrare in finale. E cos\u00ec \u00e8 stato: con un\u2019ottima progressione si \u00e8 classificato secondo, arrivando in piena spinta dietro Day of Glory. Il pass per entrare nei magnifici dodici era assicurato. Il gentleman lombardo racconta come l\u2019ultimo piazzamento, quando fu battuto da Evita Smorgon proprio sul traguardo, gli sia servito da lezione. \u201cDauphin \u00e8 un cavallo che quando rimane senza qualcuno accanto tende a distrarsi. Quella sconfitta mi ha insegnato a non sprecare niente, a tenerlo sempre concentrato.\u201d In finale, con un nastro poco affollato, Vittorio decide di rischiare: parte deciso e va davanti. Resta \u201caria in faccia\u201d per buona parte del percorso, ma senza mai chiedere troppo.\u201cL\u2019ho accompagnato, senza pressioni. All\u2019ingresso dell\u2019ultima curva ho tolto i tappi e lui ha cambiato marcia. \u00c8 partito via, come se avesse aspettato solo quel momento.\u201d Sul traguardo, Dauphin Joyeuse allunga sicuro e se ne va. Una vittoria pulita, costruita con testa e mestiere. \u201cHa avuto lo stesso cambio di marcia che aveva Showmar,\u201d commenta Bosia con un sorriso. Era inevitabile che, in quel momento, il pensiero corresse proprio a lui, a Showmar, il cavallo che nel 2022 gli aveva regalato il primo Federnat.\u201c\u00c8 stato il mio compagno pi\u00f9 fedele. Con lui \u00e8 iniziato tutto. Mi ha regalato momenti bellissimi e grazie a lui ho potuto costruire tutto il resto. Quando ci penso mi viene una stretta al cuore: Showmar mi ha dato tanto, e mi ha permesso di mantenere in attivit\u00e0 anche cavalli meno dotati. Gli sar\u00f2 sempre grato.\u201d Poche ore prima della corsa, quasi un segno del destino: \u201cGennaro Riccio mi ha mostrato la foto di suo fratello Inoxmar, che correr\u00e0 oggi a Napoli. \u00c8 identico a lui. L\u2019ho preso come un segnale.\u201dQuando ha passato il palo d\u2019arrivo, il pensiero \u00e8 volato a Firenze, a quella prima volta: \u201cHo avuto la sensazione che Showmar fosse con noi. Queste sono emozioni che non si dimenticano.\u201d L\u2019amore per i cavalli, per Vittorio, \u00e8 una passione che nasce da lontano ma non \u00e8 stato immediato. Da bambino, confessa, ne aveva quasi timore.\u201cMio padre li allevava amatorialmente e correva a Broni. Io invece avevo paura, soprattutto quando mi portava nei viottoli di campagna con quei cavalli un po\u2019 irrequieti. Cos\u00ec mi sono avvicinato all\u2019equitazione, e per trent\u2019anni ho montato, prima di tornare al trotto.\u201d Il ritorno arriva nel 2012, quando ottiene la licenza gentleman e inizia il sodalizio con Andrea Guzzinati, suo trainer e amico di fiducia: \u201cDa allora \u00e8 il mio punto fermo. Mi ha insegnato tanto, dentro e fuori la pista. E non \u00e8 facile nel nostro ambiente mantenere una collaborazione cos\u00ec solida per tanti anni.\u201d Forse \u00e8 proprio questo valore dei rapporti sinceri, costruiti nel tempo, che rende speciali certe vittorie. Come questa di Napoli, dove tra le emozioni pi\u00f9 belle c\u2019\u00e8 stato anche il sorriso di Tersilla, la figlia di Vittorio, arrivata apposta per \u201cfare il cavallo\u201d: \u201c\u00c8 venuta solo per me, e poi \u00e8 dovuta ripartire subito per tornare a lavorare in ospedale. Averla l\u00ec mi ha dato una spinta in pi\u00f9.\u201d Poi i ringraziamenti, sentiti e spontanei: \u201cEra la mia prima volta sull\u2019anello di Agnano. Una pista bellissima, curve perfette, accoglienza splendida. Ringrazio Mario Minopoli, che ha ospitato Dauphin il giorno prima dell\u2019isolamento. Tutto \u00e8 andato alla perfezione.\u201dParole semplici, ma cariche di gratitudine. Perch\u00e9 certe vittorie non si vincono solo in pista, ma anche fuori, grazie a chi contribuisce con passione e rispetto.\u201cQueste giornate \u2013 spiega \u2013 ti danno l\u2019energia giusta per continuare a investire. Chi ama davvero questo sport ci mette anima e sacrificio, e quando arrivano emozioni cos\u00ec, tutto acquista un senso.\u201d E proprio perch\u00e9 l\u2019amore per il trotto \u00e8 fatto anche di valori, Bosia si lascia andare a una riflessione sincera: \u201cMi \u00e8 dispiaciuto molto per quanto accaduto nella prima batteria, dove due colleghi sono stati deferiti. 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Lui \u00e8 arrivato quinto in batteria, ma la festa sar\u00e0 per tutti.\u201d Cos\u00ec si chiude un\u2019edizione del Gran Premio Federnat \u2013 Memorial Cesare Meli che ha unito tecnica e sentimento, sport e umanit\u00e0.Perch\u00e9 quando un cavallo e il suo driver si capiscono fino a diventare un tutt\u2019uno, non serve aggiungere altro: la pista parla da s\u00e9.E a Napoli, l\u2019ha fatto con la voce di Vittorio Bosia e del suo Dauphin Joyeuse. 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La posizione in batteria non gli aveva sorriso: il numero 9, chiuso alla corda della seconda fila, prometteva una corsa complicata. Ma Bosia, come sempre, ha gestito la situazione con freddezza.Ha saputo attendere, senza forzare. Non serviva strafare, bastava trovare il momento giusto per entrare in finale. E cos\u00ec \u00e8 stato: con un\u2019ottima progressione si \u00e8 classificato secondo, arrivando in piena spinta dietro Day of Glory. Il pass per entrare nei magnifici dodici era assicurato. Il gentleman lombardo racconta come l\u2019ultimo piazzamento, quando fu battuto da Evita Smorgon proprio sul traguardo, gli sia servito da lezione. \u201cDauphin \u00e8 un cavallo che quando rimane senza qualcuno accanto tende a distrarsi. Quella sconfitta mi ha insegnato a non sprecare niente, a tenerlo sempre concentrato.\u201d In finale, con un nastro poco affollato, Vittorio decide di rischiare: parte deciso e va davanti. Resta \u201caria in faccia\u201d per buona parte del percorso, ma senza mai chiedere troppo.\u201cL\u2019ho accompagnato, senza pressioni. All\u2019ingresso dell\u2019ultima curva ho tolto i tappi e lui ha cambiato marcia. \u00c8 partito via, come se avesse aspettato solo quel momento.\u201d Sul traguardo, Dauphin Joyeuse allunga sicuro e se ne va. Una vittoria pulita, costruita con testa e mestiere. \u201cHa avuto lo stesso cambio di marcia che aveva Showmar,\u201d commenta Bosia con un sorriso. Era inevitabile che, in quel momento, il pensiero corresse proprio a lui, a Showmar, il cavallo che nel 2022 gli aveva regalato il primo Federnat.\u201c\u00c8 stato il mio compagno pi\u00f9 fedele. Con lui \u00e8 iniziato tutto. Mi ha regalato momenti bellissimi e grazie a lui ho potuto costruire tutto il resto. Quando ci penso mi viene una stretta al cuore: Showmar mi ha dato tanto, e mi ha permesso di mantenere in attivit\u00e0 anche cavalli meno dotati. Gli sar\u00f2 sempre grato.\u201d Poche ore prima della corsa, quasi un segno del destino: \u201cGennaro Riccio mi ha mostrato la foto di suo fratello Inoxmar, che correr\u00e0 oggi a Napoli. \u00c8 identico a lui. L\u2019ho preso come un segnale.\u201dQuando ha passato il palo d\u2019arrivo, il pensiero \u00e8 volato a Firenze, a quella prima volta: \u201cHo avuto la sensazione che Showmar fosse con noi. Queste sono emozioni che non si dimenticano.\u201d L\u2019amore per i cavalli, per Vittorio, \u00e8 una passione che nasce da lontano ma non \u00e8 stato immediato. Da bambino, confessa, ne aveva quasi timore.\u201cMio padre li allevava amatorialmente e correva a Broni. Io invece avevo paura, soprattutto quando mi portava nei viottoli di campagna con quei cavalli un po\u2019 irrequieti. Cos\u00ec mi sono avvicinato all\u2019equitazione, e per trent\u2019anni ho montato, prima di tornare al trotto.\u201d Il ritorno arriva nel 2012, quando ottiene la licenza gentleman e inizia il sodalizio con Andrea Guzzinati, suo trainer e amico di fiducia: \u201cDa allora \u00e8 il mio punto fermo. Mi ha insegnato tanto, dentro e fuori la pista. E non \u00e8 facile nel nostro ambiente mantenere una collaborazione cos\u00ec solida per tanti anni.\u201d Forse \u00e8 proprio questo valore dei rapporti sinceri, costruiti nel tempo, che rende speciali certe vittorie. Come questa di Napoli, dove tra le emozioni pi\u00f9 belle c\u2019\u00e8 stato anche il sorriso di Tersilla, la figlia di Vittorio, arrivata apposta per \u201cfare il cavallo\u201d: \u201c\u00c8 venuta solo per me, e poi \u00e8 dovuta ripartire subito per tornare a lavorare in ospedale. Averla l\u00ec mi ha dato una spinta in pi\u00f9.\u201d Poi i ringraziamenti, sentiti e spontanei: \u201cEra la mia prima volta sull\u2019anello di Agnano. Una pista bellissima, curve perfette, accoglienza splendida. Ringrazio Mario Minopoli, che ha ospitato Dauphin il giorno prima dell\u2019isolamento. Tutto \u00e8 andato alla perfezione.\u201dParole semplici, ma cariche di gratitudine. Perch\u00e9 certe vittorie non si vincono solo in pista, ma anche fuori, grazie a chi contribuisce con passione e rispetto.\u201cQueste giornate \u2013 spiega \u2013 ti danno l\u2019energia giusta per continuare a investire. Chi ama davvero questo sport ci mette anima e sacrificio, e quando arrivano emozioni cos\u00ec, tutto acquista un senso.\u201d E proprio perch\u00e9 l\u2019amore per il trotto \u00e8 fatto anche di valori, Bosia si lascia andare a una riflessione sincera: \u201cMi \u00e8 dispiaciuto molto per quanto accaduto nella prima batteria, dove due colleghi sono stati deferiti. Sono ragazzi giovani, e la pista a volte tira fuori il peggio di noi, ma deve finire l\u00ec. Dobbiamo fare il massimo per rendere l\u2019ambiente degno del nome che portiamo e rappresentiamo: quello dei gentlemen.\u201d Parole che racchiudono l\u2019essenza di questa categoria: correre per passione, rispettare i cavalli, gli avversari e se stessi. Dopo Napoli, per Vittorio \u00e8 tempo di tornare al suo quartier generale a Pavia, dalle sue fattrici e dai suoi puledrini, che considera parte della famiglia.\u201cMi aspettano a casa, e mi danno la forza per continuare. Ogni giorno impari qualcosa, e ogni cavallo ti restituisce ci\u00f2 che gli dai.\u201d E adesso, tra un sorriso e l\u2019altro, si prepara al prossimo traguardo:\u201cAspetto che l\u2019amico Graziano Reggiani, che ha corso anche lui il Federnat con Chemar, il fratellino di Showmar, organizzi la cena per festeggiare come si deve. Lui \u00e8 arrivato quinto in batteria, ma la festa sar\u00e0 per tutti.\u201d Cos\u00ec si chiude un\u2019edizione del Gran Premio Federnat \u2013 Memorial Cesare Meli che ha unito tecnica e sentimento, sport e umanit\u00e0.Perch\u00e9 quando un cavallo e il suo driver si capiscono fino a diventare un tutt\u2019uno, non serve aggiungere altro: la pista parla da s\u00e9.E a Napoli, l\u2019ha fatto con la voce di Vittorio Bosia e del suo Dauphin Joyeuse. 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