Dalla Svezia a Palermo, passando per il Meadowlands e Jägersro, Peter Arnqvist è l’eclettico gentleman driver e manager di successo che ha saputo unire affari globali e passione per il trotto. All’Ippodromo La Favorita di Palermo, teatro del Campionato Europeo Gentlemen FEGAT 2025, si è laureato Campione d’Europa grazie a due splendide vittorie — con Depeche Club ed Erenio Mais —, un quarto e un nono posto, centrando proprio in questa occasione la centesima vittoria in carriera. Un traguardo arrivato alla sua prima affermazione in Italia e anche dell’anno, in un 2025 che lo aveva visto scendere in pista pochissime volte.

Arnqvist, 53 anni, vive ad Halmstad con la moglie Susanna e i figli Tilda e Folke, i suoi tifosi più fedeli e appassionati. È amministratore delegato di Sportvision, una società internazionale di marketing sportivo che si occupa di intermediazione pubblicitaria in arene e stadi di tutto il mondo, dal calcio all’hockey su ghiaccio. Nella sua visione, lo sport è un linguaggio universale capace di unire, e questa filosofia la porta anche nel mondo del trotto.

Ha iniziato a guidare a trent’anni e, in poco più di due decenni, è diventato l’unico in Svezia ad aver vinto per tre volte il Campionato Nazionale Gentlemen. Una carriera costruita con equilibrio tra passione e disciplina, con la consapevolezza che dietro ogni vittoria ci sono dedizione e rispetto per il cavallo.

La sua amicizia con il top trainer svedese Åke Svanstedt lo ha portato a vivere esperienze indimenticabili, come la vittoria al Meadowlands (USA) nel 2016, quando guidò Sky Hanover al successo in 1.10,9 sul miglio.”Non ero mai andato così forte !” , ci racconta, sottolineando l’emozione di correre nel tempio americano.

Un legame altrettanto forte è quello con Jerry Riordan, allenatore americano trapiantato in Svezia, che considera Peter il suo autentico portafortuna. “Ogni volta che Jerry vede qualcosa di buono in un cavallo, mi ci mette sopra — che sia per una corsa o per una qualifica — e spesso porta bene,” racconta sorridendo Arnqvist.

È accaduto così anche con due cavalli diventati autentiche stelle del trotto mondiale. Con Twister Bi, Peter ha avuto l’onore di vincere in Svezia, quando il figlio di Varenne non era ancora il campione straordinario che avrebbe vinto nel 2017 a suon di record l’International Trot . “Con Twister Bi ho vissuto emozioni uniche,” ricorda, “già allora si capiva che era un cavallo fuori dal comune, ma nessuno poteva immaginare che sarebbe diventato un mito.”

Storia simile per Aetos Kronos, altro cavallo dal destino eccezionale. “Sono stato io a fare la qualifica,” racconta Peter, “e anche in quel caso Jerry ci aveva visto giusto.” Aetos, sebbene iscritto allo Stud Book svedese, è in realtà cresciuto sui prati italiani, allevato dall’Allevamento Kronos di Antonio Carraretto e oggi vive una seconda giovinezza in Canada, dove a fine agosto, con Dexter Dunn in sulky, ha vinto una delle qualificazioni del Maple Leaf Trot all’ippodromo di Mohawk di Woodbine, fermando il cronometro a 1.08.2: la miglior velocità mai registrata in una corsa in Canada, battendo il record di Atlanta ed eguagliato solo da pochi campioni, tra cui il nostro Alrajah One.

“Ebbene sì, sono stato io a fargli fare la qualifica,” sorride Peter. “Devo dire che ho portato fortuna a tanti buoni cavalli, e questi due ne sono la prova più evidente.”

Dalla sua passione per Twister Bi è nata anche la scelta di allevare, mi è nata una puledra che in suo onore ho voluto chiamare Figlia di Ciclone. La cavalla mi ha regalato di recente una splendida vittoria a Jägersro, battendo di un soffio Global Futurity in 1.14,2 sui 2140 metri, con Gustav Johansson in sulky. Un successo al fotofinish che ha portato il premio alla Stall Arnqvist AB, confermando il valore dell’allevamento di casa Arnqvist, sviluppato con la collaborazione di Mattias Sundén. Oggi Figlia di Ciclone vanta nove vittorie in carriera e un’ottima percentuale di piazzamenti.

Arnqvist gestisce personalmente la sua scuderia di sei cavalli, con i box situati a soli 200 metri da casa e dalla pista di Halmstad. “La grande passione per i cavalli mi spinge ad allargare i miei orizzonti a tutti i paesi di grande tradizione ippica,” spiega, in una sorta di Grande Slam nei templi ippici: “Ho vinto in Svezia a Solvalla e nel tempio americano del trotto il Meadowlands, ma mi manca ancora una grande vittoria a Vincennes, sulla ‘carbonella’. È il mio sogno più grande.”

Un sogno che sembra tutt’altro che lontano per questo manager dal sorriso contagioso e dalla visione a 360 gradi, capace di coniugare professionalità, famiglia e passione, rimanendo sempre fedele a sé stesso.

Peter Arnqvist è la dimostrazione che si può essere vincenti senza mai perdere la leggerezza. Un uomo che sa quello che vuole, che investe, lavora e si diverte nel mondo del trotto, condividendo ogni traguardo con la sua famiglia e — perché no — con la buona sorte che sembra non volerlo mai lasciare.

E chissà, forse presto lo vedremo davvero a Vincennes, con le redini alzate al cielo, a scrivere l’ultimo capitolo del suo sogno ippico.

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