Il circuito delle Giornate Gentlemen si è chiuso dopo 38 tappe, da marzo a dicembre, con un viaggio che ha attraversato l’Italia da Firenze a Palermo, passando per tutti i principali ippodromi del Paese. Un circuito lungo, intenso e molto combattuto, che ha messo in luce non solo la passione dei non professionisti, ma anche una sorprendente distribuzione delle vittorie.
Analizzando i dati, emerge subito un elemento chiave: nessun dominatore assoluto, ma tanti protagonisti capaci di imporsi più volte nel corso dell’anno.
Il gentleman più vincente della stagione è stato Matteo Zaccherini, autentico uomo–simbolo del 2025 che ha conquistato cinque giornate (Padova, Montecatini, Cesena, Modena e Treviso). Una presenza costante, sinonimo di continuità e classe, adattabilità alle piste e grande feeling con cavalli diversi.
Subito alle sue spalle troviamo Ciro Ciccarelli, autore di quattro successi (Foggia, Napoli, Pontecagnano e Taranto), sempre competitivo e spesso decisivo nelle tappe più combattute. A quota tre vittorie si collocano Giuseppe Franco (Firenze, Roma, Roma) e Marco Castaldo (Milano, Albenga, Milano), mentre Elena Orlando Villani , Leonardo Vastano e Massimiliano Michelotto hanno firmato due affermazioni ciascuno, dimostrando una presenza solida e costante nel circuito.
Due successi anche per Otello Zorzetto, vincitore a Bologna in apertura e in chiusura di stagione, e per Andrea Sessa, che ha lasciato il segno nelle due tappe siciliane di Siracusa e Palermo, mostrando grande efficacia nelle giornate clou dell’isola.
Rispetto alla passata stagione, il bilancio del 2025 evidenzia una profonda trasformazione negli equilibri del circuito. Se nel 2024 avevamo assistito a un vero e proprio “monologo” di Matteo Zaccherini, capace di siglare ben 10 vittorie (il doppio di quest’anno), e a una netta supremazia di Elena Orlando Villani con 6 successi, il 2025 ha rimescolato le carte. La concentrazione dei successi nelle mani dei primi tre classificati è passata dalle 20 vittorie del 2024 (quasi la metà del calendario) alle 12 attuali, segnando un calo del 40% che testimonia una competizione molto più serrata e meno scontata.
Se il valore di un circuito si misura dalla capacità di rinnovarsi, il 2025 dei Gentlemen Driver ha superato l’esame a pieni voti. Il bilancio finale ci consegna una stagione estremamente aperta, dove le vittorie non sono state un club esclusivo per pochi, ma un palcoscenico democratico: ben 15 diversi vincitori hanno lasciato la propria firma (contro i 13 dell’anno precedente), ma il dato più emozionante riguarda chi, per la prima volta, ha assaporato il gusto del successo.
Il 2025 verrà ricordato come l’anno dei debutti sul gradino più alto del podio. Vincere una tappa del Circuito delle Giornate Gentlemen è un traguardo che richiede pazienza, tattica e sangue freddo, e quest’anno molti driver hanno visto i propri sforzi premiati con la prima vittoria in carriera.
La pista del Garigliano ha incoronato per la prima volta Roberto Antonio D’Angelo, un successo cercato con tenacia. Emozioni forti anche a Cesena, dove il pubblico ha celebrato la “prima” di Daniele Zanardi, autore di una guida impeccabile.
Nella seconda metà dell’anno, la lista dei debuttanti si è allungata sensibilmente: a Padova è arrivato il primo sigillo di Felice Tiene, seguito a ruota dalla gioia di Dario Cuozzo, che ha firmato la sua prima perla ad Aversa. Anche Napoli ha tenuto a battesimo l’enfant prodige, celebrando la prima affermazione di Mario Riccio.
La stagione ha visto brillare anche i veterani: Stefano Baldi a Follonica, Matteo Angeloni a Modena, Stefano Manzato sulla pista di Torino e Rosario Vaccaro a Palermo. Nella seconda metà dell’anno, il tabellino si è arricchito con le vittorie di Antonio Vitiello (Foggia) e Manuele Casillo (Firenze), Michele Bechis e Francesco Paolo Caruso
In sintesi, il 2025 del circuito delle Giornate Gentlemen racconta una stagione corale, senza padroni assoluti ma con tanti interpreti di valore, capace di unire sport, passione e territorialità. Trentotto tappe, decine di protagonisti e un messaggio chiaro: il trotto dei gentlemen continua a essere uno dei motori più autentici e partecipati dell’ippica italiana.
Foto Rosellini